Lo spettro del castello / The Castle Spectre
Autore: Matthew Gregory Lewis
Traduzione e cura di Paolo Pepe
Gli amici cui avevo letto il dramma, gli impresari ai quali l’avevo presentato, gli attori che vi dovevano recitare: tutti si sono trovati concordi nel bocciare il mio Spettro leggi tutto…
| ISBN: | 979-12-81521-32-2 |
|---|---|
| ISSN: | 3035-2967 |
| Pubblicazione: | 2025 |
| Pagine | 304 |
| Collana: | ALMA TRANSLATIO |
Descrizione
«Gli amici cui avevo letto il dramma, gli impresari ai quali l’avevo presentato, gli attori che vi dovevano recitare: tutti si sono trovati concordi nel bocciare il mio Spettro [...]. Il modo in cui le cose sono andate ha premiato la mia ostinazione: lo Spettro ha ricevuto una positiva accoglienza in scena, almeno pari ai giudizi negativi raccolti dietro le quinte; e poiché continua ogni sera a fare la sua apparizione riscuotendo applausi sempre più convinti, mi ritengo enormemente in debito sia verso di lui sia verso chi lo interpreta». (M.G. Lewis, Al lettore)
Il 14 dicembre del 1797, Matthew Gregory Lewis porta in scena, al Theatre Royal Drury Lane, il dramma gotico The Castle Spectre, destinato a diventare uno dei maggiori successi del tempo. A conquistare il favore del pubblico fu sicuramente la spettacolarità dell’opera, capace di accordare la forza di un soprannaturale irriducibile alle regole della Ragione con l’intento tenace di stupire, di colpire i sensi, grazie anche all’ibridazione dei generi, degli stili, dei linguaggi, e all’irruzione, nel “teatro di parola”, di musica, canzoni e sorprendenti effetti scenografici. Declinazioni di un’estetica “altra”, sublime e pulsionale, che per tutto l’Ottocento continuerà ad agire, spesso sottotraccia, modellando opere e voci, fino a trovare la sua piena e conclusiva codificazione in Dracula (1897), di Bram Stoker. Dracula il vampiro, che di quella linfa, di quel sangue si nutrirà... fino a morirne.
Profilo Biografico
Matthew Gregory Lewis (1775-1818), romanziere, drammaturgo e fine traduttore dal tedesco, deve la sua fama soprattutto a The Monk (1796), il romance cui principalmente si ispirerà la corrente del Gothic Novel che in Inghilterra, nel corso dell’Ottocento, darà forma letteraria all’angoscia ancorandosi a un soprannaturale simbolico e mostruoso, intriso di superstizione, leggende e tradizioni secolari. Una direttrice del gotico che, per tappe, ma con sempre maggiore convinzione, attraverso le opere di autori come Maturin, Stevenson o Stoker, cercherà anche di spostarsi dal passato alla contemporaneità, da una periferia variamente identificata (ma sempre spazialmente e cronologicamente remota) al cuore dello stato-nazione, alla città per antonomasia: Londra.
